domenica 17 luglio 2016

fight club - lettera aperta a chuck palahniuk

Caro Chuck, il tuo è un capolavoro dei nostri tempi, voglio dirtelo, un sopraffino vademecum minimalista del ribelle (sicuramente tardivo) dell'insofferente, zeppo di ricette balorde per fabbricare le cose più strane e vietate, secondo legende metropolitane. Scritto in un'epoca in cui ancora non esisteva la rete. Il tutto ben sostenuto da aforismi lapidari. Il tuo è un tratto potente, privo di enfasi.

Chuck, lo sai già, sei un genio.
Dentro Fight Club c'è l'analisi impeccabile dei manipolatori e della manipolazione: certe forze perseguono sempre uno scopi e fini 'superiori', 'aulici' o meglio ancora, 'misterici'. Ci insegni che non c'è alcuna differenza tra manipolatore e manipolato, però questo non lo approfondiamo troppo in questa sede... Dopotutto c'è ancora qualcuno che non ha visto né letto Fight Club. Oppure glie ne hanno parlato male.
Una ingranaggio, quello degli adepti e dei manipolatori, facilmente riconducibile a paranoia, disadattamento sociale, meccaniche di personalità e situazioni borderline. Che però non cessano mai di attingere a una verità di fondo particolarmente sofferente. Nel film il malessere è stato simbolizzato dai soliti bassifondi cementizi: espiazioni umide, sotterranei-latrina da cultura sado-maso. Un'allegoria che ci sfiora più o meno tutti quando veniamo sfiorati dalla vera natura di un sistema mostruoso e dalla follia latente dei suoi antagonisti. Per abbattere una religione, come il consumismo, ci suggerisci, bisogna fondarne una nuova.


Un capolavoro claustrofobico, ma dall'enorme forza politica.
Peccato che tutti l'abbiano preso per 'entertainment', Chuck... Uno shock, ironico e spiazzante. E quando te li avrebbero mai dati un Ed Norton e un Brad Pitt come co-protagonisti, se non fosse stata un'opera potente, geniale. Non ne avrebbero mai fatto un film.
Hai toccato le stesse corde di Occupy Wall Street, con un anticipo di quindici anni - e in modo ben più radicale.

Peccato che era già tardi, Chuck, il momento giusto era dieci anni prima. Ma tu avevi solo vent'anni.
E sei anni dopo il successo crollano le Twin Towers e la Citybank.
Crollano di giorno, con la gente dentro.
Bin Laden e chi per lui non hanno avuto la delicatezza di Tyler Durden, aspettare che gli edifici fossero vuoti. Ora quella scena facciamo tutti fatica a rivederla, Chuck



La scena di quell'altro crollo ci ha fottuti per sempre, Chuck.
Quel maledetto 11/9 ha fottuto tutti noi, ci ha detto: chiunque desideri distruggere questo sistema è sullo stesso piano di quella gente lì, i tagliagole lapidafemmine. Quel giorno il mondo è andato in frantumi. E i peggiori, i medievali lapidafemmine, hanno scippato la scena ai migliori, deturpandola.
Siamo tutti davvero:

'la canticchiante, danzante merda del mondo'

Peccato. Fight Club poteva essere l'ariete contro la fortezza.
Fight Club, sotto forma di allucinazione conteneva quel comizio ironico e visionario che volevi sentire dall'era Reaganiana. Chissà se è meglio troppo tardi che mai, ma quella guerra è persa per sempre. Quella guerra lì l'ha persa il pianeta intero, mica solo i commessi viaggiatori di Seattle in crisi d'ansia ad ogni decollo e atterraggio.

Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

Qui trovi i miei lavori