lunedì 22 dicembre 2014

notturno indiano - antonio tabucchi

Io e Raul abbiamo molte cose in comune: ci piaceva (e ci piace ancora) costruire modelli d'aereo, il tiro con l'arco e la canoa, siamo diventati entrambi divemaster e piloti di ultraleggeri.
Viaggiatori lo eravamo entrambi ma lui era il maestro di tutti.
Un giorno Raul mi regala un libro: Notturno Indiano.
"Sono stato in India e a Goa" mi dice. L'India è il luogo dal quale temo di non tornare. La sento come meta di un viaggio definitivo, quello verso una trasformazione drastica, simile alla morte. Intasco il dono e subito dopo io mi perdo ai Caraibi.
Lui sparisce in Oriente. Era il 1990.
Cito l'introduzione.




Non so bene se a ciò ha contribuito l’illusione che un repertorio topografico, con la forza che il reale possiede, potesse dare luce a questo Notturno in cui si cerca un’ Ombra; oppure l’irragionevole congettura che un qualche amante di percorsi incongrui potesse un giorno utilizzarlo come guida.


Negli anni successivi scopro che quell'amante di percorsi incongrui potrei essere proprio io. Dagli ospedali di Bombay al direttore della Società Teosofica, in Notturno Indiano, come nello stile della Nouvelle Vague ogni svolta narrativa è buttata lì, figlia del caso e della realtà materica. Ogni arcano è una carta che finisce nel fiume, un quotidiano sgualcito in un cestino alla fermata del bus. Tutto è magnificamente privo di enfasi.

A poco a poco Notturno Indiano finisce per affiancare due punti di riferimento per i miei viaggi, come Raul e il 'dr. Livingstone' che un giorno ritroverò lungo i miei percorsi incongrui, ma che ancora non toccano l'India. Come per un timore reverenziale o, come ho già esposto, solo perché un parte di me, quella degli attaccamenti, l'ha lasciata per ultima.
Sarà difficile che un altro libro sostituisca questo capolavoro nel ruolo che s'è ricavato nell'elaborazione profonda, quasi inaccessibile dei miei sentieri incongrui.
Bruce Chatwin, per esempio, non c'è riuscito.

Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

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