Scilla,
così la
battezzeranno i giornali al suo primo incontro con l’uomo, è una femmina di
squalo bianco che dall’Oceano aperto entra nel Mediterraneo.
Un percorso
irrinunciabile, indicato da correnti profonde, masse d’acqua dalla
salinità e temperature diverse. In quel mondo fluido, fatto di forze quasi invisibili ma in perenne
movimento, odori e vibrazioni sono le guide sensoriali più affidabili.
Un
orologio antico scandisce gli appuntamenti coi cicli vitali, ma l’uomo, con la sua guerra
contro le specie selvatiche, con le sue paure isteriche, rischia di minare la
sopravvivenza di una specie antica, forse più antica del Mediterraneo
stesso.
Scritto con uno stile
asciutto, quasi visivo, Massimo Boyer,
biologo marino e autore di libri fotografici, ci propone
il suo primo romanzo.
“Ho scelto luoghi
che conosco bene, che mi stanno a cuore – racconta Boyer - per ambientare molte
delle scene.”
