venerdì 5 marzo 2021

i rischi della percezione - bobby duffy

 


Il sottotitolo de 'I rischi della percezione' è emblematico: 

'Perché ci sbagliamo su quasi tutto'.

Bobby Duffy, l'autore, è attualmente professore di Public Policy al King's college di Londra ed è stato il Managing Director di Ipsos-Mori, una delle società più autorevoli al mondo nel market research. Il libro è un suo commento ai risultati di una indagine condotta in 37 paesi sviluppati nel mondo. 

Il quadro ha solo un lato rassicurante: il mondo è assai migliore di quanto lo percepiamo. Il resto, invece, preoccupa: è il ritratto di una umanità cupa e disinformata sui numeri reali. Si parte da domande quasi innocue, come il tasso di obesità o sovrappeso tra i ventenni, sottostimato tranne che in India, e la percentuale di cittadini sopra i 65 anni, per arrivare alla criminalità, all'immigrazione, alla percentuale di musulmani tra gli abitanti e così via. Sono domande alle quali, per il cosiddetto uomo della strada, è difficile rispondere con precisione, ma che nella loro aggregazione rivelano l'immagine che ci siamo fatti delle società in cui viviamo.

Spesso questa immagine si discosta brutalmente dalla realtà dei numeri. Se si parla di obesità e di consumo percepito di zucchero i numeri sono sottostimati, ma su immigrazione, criminalità e percentuale di ragazze madri la sovrastima è quasi la norma. 

Colpa dei titoloni-esca della stampa o dei social, dove le fandonie sono il doppio delle notizie vere? Probabilmente sì. Certamente l'informazione concreta, quella fornita da enti il cui unico scopo è raccogliere dati, o non arriva o non rimane impressa nelle menti dei cittadini.

Ne escono bene tedeschi e svedesi, in fondo alla lista dei creduloni, o dei disinformati. In cima alla lista due paesi, dei quali uno è l'Italia.


Amareggia ma non sorprende che l'Italia superi addirittura gli USA per la percezione errata della realtà sociale. L'autore, nella sua analisi ragionata, ci offre degli strumenti validi per interpretare i dati e lo fa proprio dall'inizio, spiegandoci quanto sia influente e manipolatorio l'uso dell'allarme e della paura. Vi attingono a man bassa molti media e politici, per un tornaconto che nel secondo caso si rivela un vero e proprio addestramento.

Peccato che nel PDF, disponibile gratis in rete non appaiano alcuni grafici come quello nella figura sopra e l'analisi, fredda e impeccabile, di Bobby Duff. Il saggio, invece, edito in Italia da Einaudi, è molto più che esaudiente. Peccato che chi dovrebbe leggerlo non lo farà.


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