martedì 4 febbraio 2014

il vecchio che leggeva romanzi d'amore - luis sepùlveda


"Pensi, dottore. E' qui da tanti anni e non ha ancora imparato nulla. Pensi. Quel gringo figlio di puttana ha ucciso i cuccioli e sicuramente ha ferito il maschio. Guardi il cielo, si prepara a piovere. Si faccia il quadro della situazione. La femmina doveva essere uscita a caccia per riempirsi la pancia e allattarli nelle prime settimane di pioggia. I cuccioli non erano ancora svezzati e il maschio è rimasto accanto a loro. Usa così tra le bestie e così deve averli sorpresi il gringo. Ora la femmina va in giro impazzita di dolore. Va a caccia dell'uomo. Dev'essere stato facile per lei seguire le tracce del gringo. Quel disgraziato portava sulle spalle l'odore di latte, e la femmina l'ha subito fiutato. Ha già ucciso un uomo. Ha già assaggiato e conosciuto il sapore del sangue umano, e per il piccolo cervello della bestia tutti noi uomini siamo gli assassini della sua figliata, per lei abbiamo tutti lo stesso odore."
Centotrentadue pagine monumentali. Un monumento alla foresta amazzonica, all'eterna insensata lotta tra l'uomo e l'ambiente ferito. Magnifico. Struggente.
Capolavoro