
Salim è un
giovane indiano d'Africa, uno dei tanti piccoli commercianti che operano nei
vicoli e nelle stazioni commerciali del continente, ed è musulmano. La
strage del mercato a Zanzibar, nel 1964, quando arabi e musulmani furono uccisi a colpi di
machete dalla folla è un ricordo fitto di presentimenti.
Fugge in Congo, nel cuore del continente, dove la giungla ingoia le città e il fiume ti entra fin nelle ossa,
malsano, malarico. E' l'Africa che si riprende tutto. Un continente dalla natura rigogliosa, denso di ricchezze e di speranze. Ma il cuore degli uomini è avvelenato dall'odio, è alla mercé del
più forte, del più prepotente. E' l'Africa perennemente in bilico tra i miraggi di benessere e l'inferno, è l'Africa che si riprende indietro i sogni, le
speranze, ogni barlume d'umanità. Come le muffe s riprendono i muri.
E', quella di Naipaul, un'Africa (almeno per molti) inedita, vista dagli occhi di un non
europeo espatriato e senza più radici in cerca di stabilità più che di fortuna. Un'Africa sviscerata in un libro magnifico, all'altezza di Cuore di Tenebra.
In quanto allo
stile,
sentite cosa ha dichiarato V.S. Naipaul in un'intervista:
Vorrei una prosa trasparente, non voglio che il lettore inciampi su di me; voglio che lui veda attraverso le mie parole ciò che sto descrivendo. Non voglio che lui dica "Oh, santo cielo, com'è scritto bene!": sarebbe un fallimento.
Alla curva del fiume è ora disponibile sul mio bookstore
Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.
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