giovedì 27 marzo 2014

alla curva del fiume - v. s. naipaul


Salim è un giovane indiano d'Africa, uno dei tanti piccoli commercianti che operano nei vicoli e nelle stazioni commerciali del continente, ed è musulmano. La strage del mercato a Zanzibar, quando arabi e musulmani furono uccisi a colpi di machete dalla folla più è un ricordo fitto di presentimenti. 
E' l'Africa che si riprende tutto. La giungla ingoia le città e il fiume ti entra fin nelle ossa, malsano, malarico. Un continente pieno di ricchezze, rigoglioso ma denso d'odio, alla mercé del più forte, del più prepotente. E' l'Africa perennemente in bilico tra i miraggi di benessere e l'inferno, è l'Africa che si riprende indietro ogni cosa, i sogni, le speranze, ogni barlume d'umanità. Come le muffe i muri.

E' un'Africa (almeno per molti) inedita, vista dagli occhi di un non europeo espatriato in cerca di stabilità, più che di fortuna, sviscerata in un libro magnifico, all'altezza di Cuore di Tenebra.
In quanto allo stile,
 sentite cosa ha dichiarato V.S. Naipaul in un'intervista:
Vorrei una prosa trasparente, non voglio che il lettore inciampi su di me; voglio che lui veda attraverso le mie parole ciò che sto descrivendo. Non voglio che lui dica "Oh, santo cielo, com'è scritto bene!": sarebbe un fallimento.


Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

Qui trovi i miei lavori