martedì 20 dicembre 2016

Pensa Mangia Agisci! - Raffaella Tolicetti

No, Raffaella non ha i capricci del cuoco stellato. 
Mentre gli altri, quelli da studio televisivo danno in escandescenze per un cucchiaio di teflon o per un pomodorino, lei è una capo cuoca che ha combattuto nelle acque glaciali dell’Oceano Meridionale contro le navi baleniere giapponesi. Era ai fornelli quando la Nishin Maru, la nave mattatoio, speronò la Sam Simon, nave di Sea Shepherd quasi un decimo più piccola. Raffaella ci racconta della battaglia navale tra gli iceberg, un rimpiattino alla fine del mondo.

“Essere speronati da un’altra nave è un’esperienza da brividi perché non si conosce la gravità del danno fino al termine della collisione e non si riesce ad avere una idea chiara di quello che sta succedendo”
Il mare in sé richiede azione, prontezza e fatica. Figuriamoci un mare in pericolo a alla mercé dei peggiori criminali. In mare puoi patire il freddo anche ai tropici, l’essere in mare richiede calorie.
Soprattutto se si combatte, perché quella di Sea Shepherd è una guerra.
“Dopo anni a bordo di una nave mi sono resa conto che in fondo non ho bisogno di molto, anzi avere troppo può essere un peso. Quando sono in missione in Antartide ho sempre pronto uno zainetto da prendere al volo nel caso fossimo costretti ad abbandonare la nave.”  Scrive Raffaella.
E ancora: “Tendiamo a credere che circondandoci delle cose che ci piacciono ci creiamo un’identità…”
Sulle navi di Sea Shepherd non si mangia affatto male: lasagne al ragù di ceci o alla crema di asparagi, rösti di patate e cipolle... Si tratta di cucina ‘povera’ quella dove non puoi permetterti ingredienti come carne, pesce, formaggi. La frutta e le verdure fresche in mare le vedi solo la prima settimana. Si ripete quindi quella situazione che costrinse gli italiani ad inventare un mondo, partendo da tre elementi miracolosamente buoni e versatili: farina, pomodori, olio di oliva.

http://www.imperialbulldog.com/2016/06/02/la-cuoca-di-seashepherd-si-racconta-in-un-libro/