martedì 28 gennaio 2014

feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi

Un agente della CIA ricattato dalla nonna che gli ha hackerato l'e-mail. Una suora che si chiama Domino, una madre badessa che è una ex modella di Matisse. Una tribù amazzonica che non conosce il riso (nel senso di ridere). Un posto in Amazzonia che è la capitale mondiale dei cani morti. Un pappagallo da liberare nella foresta. Un Papa che, dopo una notte insonne, gli vengono gli occhi rossi, ma come a un sorcio di Shanghai.

Tom Robbins, a suo dire, ci mette anche due giorni a 'costruire' una pagina.
Citazioni.
Poco esplicite, nel testo, o esplicite. O apocrife.

PARTE TERZA 
Di fronte alla scelta tra una follia e un sacramento, bisognerebbe sempre scegliere la follia; perché sappiamo che un sacramento non ci porterà più vicino a Dio mentre c'è sempre la possibilità che una follia lo faccia.
Erasmo
Buttate lì nel testo, come considerazioni quasi senza importanza, trovi cose del genere.
Apro una pagina a caso.
Lo giuro,  è in una pagina a caso:
Presumibilmente, si riferiva al modo in cui i potenti della terra, con la solerte compiacenza dei media e l'avida assistenza degli evangelici, si affaccendavano a bovinizzare l'umanità, decisi a produrre una vasta mandria di consumatori omogeneizzati, individualmente sacrificabili, docili e, al di là delle basilari capacità di impiego, non troppo intelligenti; mucche bipedi che si potevano facilmente mungere e, quando necessario, macellare senza rimorsi.

Fernanda Pivano l'ha definito così, Tom Robbins:

"Il più pericoloso scrittore vivente."

Non è un intellettuale francese.
E 'Feroci Invalidi' non s'accontenta di essere pericoloso, è contagioso, terribilmente esilarante.
Un altro libro da non leggere in luoghi affollati, sul treno etc.
Non è adatto ai bambini, ai babbioni, e a quelli che credono che solo i francesi... (quella scuola lì)

Ah, il titolo.
Viene da una frase di Rimbaud:
<< Le donne curano quei feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi.>>