martedì 7 gennaio 2014

jo nesbo - il pettirosso

Un amico mi fa:
"Devi leggere Jo Nesbo"

Non è un consiglio.
Me ne regala nove, di Jo Nesbo.

Mi accorgo dopo due righe che piace anche a me.
E' superficiale, crudo, realista e cinico q.b., e mai, mai grandguignolesco.
La parola è in disuso, ma non trovo di meglio per definire gli ingredienti ormai standard nella letteratura di successo

Superficiale non è una parolaccia.
Se narri un intrigo complesso e ben articolato non puoi fare il Dostoevskij. Non puoi.
Memorabili le battute, la costruzione, i flash-back, le metafore.
Pochi pettirossi sopravvivono all'inverno.
La guerra al confine russo-norvegese nella notte artica è un ritratto psichedelico (quindi inedito) della guerra in trincea.
I nazisti, vecchi e nuovi covano, covano, tramano, covano. Come Brevick, purtroppo.

Magnifico libro. Un bell'appuntamento.


Il punto di vista di Mary Poppins

 - Ho smesso a pagina 104. Non succedeva niente e l'ho messo giù.
A pagina 104 sta ancora costruendo il plot e m'ha stufato...-

Mary Poppins ha colto in pieno il vizio della letteratura moderna:
il plot
il controplot
ed il contro-turning point
dettati dal marketing e dalle prospettive cinematografiche
capovolgimenti ed espedienti si risolvono spesso in un rumore di fondo.