lunedì 9 giugno 2014

ubik - philip dick

Inizia piano piano, con dei cadaveri sospesi in un limbo e un investigatore che non ha più le monetine per aprire la porta, non può più permettersi di entrare ed uscire da casa sua.

Un mondo  a misura di dispenser.

E' con la porta-dispenser che ti vengono i primi veri brividi, non con i cadaveri sospesi nel limbo.

Tutto è a misura di pubblicità e di business, tutto misura di denaro, il denaro come presenza saturniana, lenta, pesante. Come la terra che cade sul feretro. Le corporates controllano tutto.



Dalle stranezze sui contratti agli spicci nelle tasche che si trasformano in monete fuori corso, la realtà regredisce e  lo fa secondo un disegno paranoico. Nessuna delle vittime riesce ad intuire l'identità dell'artefice. Ma intanto tutti si sospettano tra loro.
Le vittime siamo noi, globalizzati pronti a credere a qualsiasi chimera, dal denaro all'immortalità in offerta speciale presso le corporates.

Il cuore del pensiero  anarchico di P.Dick. Un pensiero senza inni, senza comizi, senza bombe: una realtà che non esiste, ma è stata costruita per te.
  Tu chiamale - se vuoi - distopie.

Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

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