domenica 17 settembre 2017

diario di bordo di una traversata atlantica - marco benedet


Li guardavo con invidia. Uscivano col mare plumbeo, sotto la pioggia pungente, gattonavano come go-kart sulle onde brevi e nervose a venti nodi come nulla. Battevano bandiere tedesche o francesi. – La prossima volta, mi dissi, attraverserò l’Atlantico in catamarano.

Lo confesso, il libro di Marco Benedet, ha tolto un tappo, le sue pagine hanno resuscitato luoghi e ricordi che non finiscono mai. I giorni di attesa in darsena sotto la pioggerella sottile, le tante opinioni sulla cambusa, i lavori a bordo, le consultazioni. E poi il grande balzo. Nessuno può dirsi preparato a una traversata oceanica, migliaia di miglia, settimane intere di mare, mare e basta. Nessuno è veramente preparato a non vedere terra per giorni e a fare affidamento solo su ciò che è a bordo, tra provviste, strumenti e l’esperienza dello skipper.

Marco Benedet descrive queste sensazioni riportandole in un diario prezioso, che abbonda di consigli e di notizie utili. Inizia spiegandoci dove cominciare a realizzare un sogno. Come fa una coppia che non ha alcuna esperienza di vela, ma solo di mare – come lo erano l’autore e la sua compagna prima della traversata – a trovare un ingaggio per attraversare l’Oceano? A chi ci si rivolge, quali sono i canali? E quali caratteristiche è giusto mettere in evidenza in un curriculum vitae da presentare ad un armatore?

Marco Benedet compila queste pagine con il suo sguardo migliore, quello del viaggiatore, un viaggiatore curioso e dal piglio scientifico che si muove nel tessuto dei luoghi annotando, registrando tutto. Stavolta il tessuto è l’Oceano, sul quale naviga un piccolo drappello d’umanità, l’equipaggio che l’attraversa.
Un diario da divorare pagina dopo pagina, un resoconto pieno di consigli, anche alimentari, e di ricette adatte alla navigazione, quasi un manuale. Ma è con le sue osservazioni che Marco Benedet ti porta lì, giorno dopo giorno, nel day by day di un neofita che un giorno si mette in testa un viaggio pazzesco: andare di là, dove osò Colombo, offrendoci il punto di vista non più dello skipper, ma di colui che non ne sa nulla. E in quel neofita mi sono identificato anche io che quel viaggio l’ho già fatto, tanti erano i ricordi e le sensazioni da ‘prima volta’ che il diario ha evocato.

Forse oggi ancora più di ieri, con il mare in grave pericolo, circondati come siamo da tecnologia che vuole soppiantarci e da realtà virtuale, attraversare un oceano con solo la forza del vento è una impresa dai significati profondi. Una di quelle cose che sono ancora capaci di cambiarci radicalmente.
Di Marco Benedet è cambiato sicuramente lo stile, che in questo suo ultimo lavoro si fa più asciutto, ponderato, carico di contenuti mirati. Di gran lunga la sua opera migliore, un’opera capace di suscitare nostalgie in chi quel viaggio l’ha fatto, come di trasmettere preziose info e un punto di vista molto particolare a chi sta pensando di affrontare una traversata. Farebbe bene a leggerlo anche a chi non ha mai pensato di attraversare un oceano ma è lì, sul punto di abbandonare tutto e tutti per mesi, con tanta voglia dentro di affrontare, e ritrovare, se stesso.

Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

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