martedì 27 marzo 2018

never never su bookabook - intervista con l'autore



“Never Never parla dei rischi che nascono dalle nuove tecnologie, di uno stupido videogioco in grado di distruggere le relazioni sociali tra gli esseri umani gettando il mondo in una nuova era di barbarie... un modo un po' estremo forse di esplicare le mie paure rispetto a quello che vedo riflesso nella generazione dei miei figli. Contemporaneamente è un libro che vuole ribaltare la morale comune e il concetto di "Happy Ending" per mostrare come al giorno d'oggi purtroppo sempre più spesso sono i furfanti a farla franca, a discapito dell'uomo comune. Alla fine è la storia di due incredibili egoisti trionfanti.”

Il primo punto di forza di Never Never è che Diego Cabras non poteva scegliere un argomento migliore, in uscita quasi in sincrono con i fatti di facebook. Ho letto la prima stesura, è una storia molto originale, avvincente e terribilmente attuale, che ci mostra quello che stiamo rischiando adesso.

“Io vedo coppie al ristorante impegnate a chattare sullo smartphone anziché parlarsi – dice Diego - i nostri figli si stanno già scollando dalla realtà sociale anche se a volte ci rifiutiamo di vederlo. Credo sia un libro adatto sia per gli adolescenti che per gli adulti, diciamo almeno quelli in grado di gestire uno smartphone.”

Diego Cabras è un accanito lettore, gli chiedo quanto l'aver letto molto ha influito sulla sua decisione di scrivere.

"Beh, in effetti ha influito molto; ho passato anni a dirmi quanto mi sarebbe piaciuto riuscire a scrivere qualcosa di bello come le cose che ho letto, ma poi non sapevo da dove si dovesse cominciare. Un giorno mi stavo annoiando in attesa dei miei figli al corso di nuoto e, dopo essermi fatto prestare carta e penna ho scoperto che le storie si "scrivono" da sole appena arriva l'idea arriva. Sono un marito e un padre di famiglia, anche se con una propensione superiore alla media alla fuga, sia fisica che mentale. Leggo di tutto; mi rendo conto di essere un po' maniaco ma passo senza soluzione di continuità da Celine a Solgenitsin a Palahniuk a Clive Cussler, anche se devo ammettere di avere un vero debole per il romanzo storico.”

Il secondo punto di forza è che Diego ha scelto di donare le royalties, i diritti d’autore ad una fondazione che si occupa di bambini malati, un bellissimo gesto. Questo gesto vale due volte. I nuovi autori fanno di tutto per farsi conoscere  e immettono le loro opere gratuitamente sul mercato. Ma così facendo alimentano la cultura del gratis e del royalty free.

“Ho pensato che io un lavoro ce l'ho già (gestisco un B&B con mia moglie) e almeno per ora non devo certo vivere con la scrittura, che tra l'altro ho sempre considerato un hobby a costo zero. Ho deciso di devolvere i diritti d'autore alla fondazione Tommasino Bacciotti di Firenze perché si prendono cura di bambini sfortunati, malati di tumori cerebrali, e delle loro famiglie. Quando hai dei figli piccoli ti poni spesso il dubbio di come sarebbe la tua vita se una simile disgrazia capitasse a te e allora non c'è niente di meglio che fare la propria parte! tra l'altro ho conosciuto personalmente il presidente e fondatore della fondazione e l'ho trovato una persona fantastica.”

Il terzo punto di forza è la casa editrice. È una start-up della quale avevo già letto e che propone una forma di editoria innovativa e ‘fair’ per l’autore.

“Bookabook mi ha convinto da subito. Era da più di un anno che svariati amici cercavano di convincermi a pubblicare qualcuno dei miei racconti e in effetti avevo trovato almeno quattro editori dispostissimi a stampare un mio libro purché.... pagassi tutto io! Direi che il mio ego non arriva così in alto da sacrificare qualche migliaio di euro solo per vedere il mio nome su una copertina che poi magari non avrebbe venduto nemmeno una copia. Bookabook invece ha trovato il modo per non rischiare e non far sobbarcare tutte le spese allo scrittore esordiente di turno; la campagna di raccolta fondi sopperisce a tutto ciò e permette pure di capire, prima di andare in stampa, se il libro in questione ha qualche possibilità di incontrare i gusti del pubblico.... è come un lungo banco di prova.”

Mi racconta come funziona…

“Bookabook ti fa affrontare due livelli di scrematura al termine dei quali ti dicono se ti accettano e puoi partecipare alla campagna di crowdfunding con loro. A quel punto ti fissano una data di inizio, ti aiutano a creare un volantino da usare online per la campagna e ti fanno un colloquio telefonico per darti un po' di dritte per la campagna. Se la campagna va in porto (200 copie /giorni) passano il tuo manoscritto a due diversi editor che ti "fanno le bucce" e poi insieme a loro il testo viene ri-editato a dovere, in contemporanea ti devi vedere e sentire col grafico per l'impaginazione e la copertina. In più la tua campagna può andare avanti nel frattempo per cercare di raggiungere l' "overgoal" (altre 150 copie/ 50 giorni), se ce la fai l'editore comincia a martellare autonomamente giornali, blog e facebook & twitter intanto che il libro si prepara ad andare in stampa. Quando è tutto pronto il testo viene contemporaneamente spedito ai sostenitori e sottoposto alle librerie.”

È il momento dei link e del messaggio ai lettori. Diego, cosa vorresti dire ai lettori?

"Aiutatemi nella mia campagna!!! Ricordate che lo fareste per ben due buone cause: dei bambini sfortunati che hanno bisogno del nostro aiuto e… una crescita del mio ego scrittore ;-)"


Se ti piace cosa leggo o cosa ne penso, c’è già una piccola probabilità che ti piaccia cosa scrivo.

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